Di Pietro spiega ai giornalisti stranieri i provvedimenti del governo Berlusconi e loro ridono!!

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paprika84
00Sunday, July 20, 2008 4:16 PM
Re: Re: Re: Re: Re:
chinesedemocracy, 20/07/2008 12.45:




beh certo lui è ridicolo,,,ti dice una cosa che tu forse nemmeno immaginavi il tuo padrone stesse facendo e i suo servi di giornale ti nascondevano e Di pietro è ridicolo----beh certo se a te ti dicono che un ladro ti sta svalgiando la casa con il verbo avere invece di essere(per altro Di pietro ha parlato mediamente bene qui cosa che dubito tu faresti in un discorso davanti a una platea di giornalisti ma non voglio escludere che tu sia un grande oratore quindi tutto può essere) dai ridicolo a quella persona e intanto il ladro ti fotte anche la macchina ,poi viene semai sul forum il ladruncolo e ti quota dicendo che quella persona che aveva fatto la spia nei sui confronti è ridicola [SM=x43636]

Come dire c'è gente come te che guarda il dito e non la luna o come dico io preferisce essere fottuto allegramente...del proprio presente e futuro

dare del ridicolo a chi si sta impegnando per porre in risalto il danno che sta facendo quel criminale alla giustizia e tu come te ne esci:Di pietro è ridicolo...cose d'altro mondo [SM=x43830]



Concordo... [SM=x43629]
L'italiano non è il suo forte...ma almeno esprime dei concetti...
e non mette assieme paroloni per poi non dire nulla e prederti pure per il [SM=x43603] come fanno altri...
Cmq una critica va mossa,a tutti i politici:
sono troppo presenti in tv...
il consenso non dovrebbero cercarlo così perchè non è mai duraturo.
bluesrock
00Monday, July 21, 2008 9:38 AM
Re: Re: Re: Re: Re:
chinesedemocracy, 20/07/2008 12.45:




beh certo lui è ridicolo,,,ti dice una cosa che tu forse nemmeno immaginavi il tuo padrone stesse facendo e i suo servi di giornale ti nascondevano e Di pietro è ridicolo----beh certo se a te ti dicono che un ladro ti sta svalgiando la casa con il verbo avere invece di essere(per altro Di pietro ha parlato mediamente bene qui cosa che dubito tu faresti in un discorso davanti a una platea di giornalisti ma non voglio escludere che tu sia un grande oratore quindi tutto può essere) dai ridicolo a quella persona e intanto il ladro ti fotte anche la macchina ,poi viene semai sul forum il ladruncolo e ti quota dicendo che quella persona che aveva fatto la spia nei sui confronti è ridicola [SM=x43636]

Come dire c'è gente come te che guarda il dito e non la luna o come dico io preferisce essere fottuto allegramente...del proprio presente e futuro

dare del ridicolo a chi si sta impegnando per porre in risalto il danno che sta facendo quel criminale alla giustizia e tu come te ne esci:Di pietro è ridicolo...cose d'altro mondo [SM=x43830]



Certo che tu e tutti quelli come te che seguono la moda del momento a seconda che sia Travaglio, Guzzanti,Di Pietro basta che sia anti-Berlusconi, tenete proprio il prosciutto sugli occhi e non vi accorgete che lui ve lo sta mettendo dolcemente in quel posto per una manciata di voti in più.Ma vi siete mai chiesti perchè il caro Di Pietro quando è stato al governo non ha fatto nulla per il conflitto d'interessi? perchè non parlava più contro Berlusconi?Perchè votava tutto anche contro i suoi presunti ideali?Semplice perchè teneva la fatidica poltrona sotto il c..., è un venditore di fumo, cmq la sua presenza e di quelli come voi che gli leccano il sedere fa del bene alla destra perciò forza Tonino che forse arrivi al 6% alle prossime elezioni (sempre che nel frattempo non muoia Berlusconi perchè altrimenti finiresti tutti gli argomenti e allora i voti sarebbero in discesa libera e il caro tonino si dissolverebbe come neve al vento.Puff)
AldoMara
00Monday, July 21, 2008 10:20 AM
Re:
perrazzo83, 20/07/2008 16.14:

Come lo vogliamo chiamare un giustizionalista uno che vorrebbe come lui spesso dice utilizzare le manette anche sacrificando il diritto alla difesa ed il modello accusatorio vigente in italia!!!!!!!!
Secondo me di sinistra certamente non è e nemmeno di centro,se Berlusconi non c'era l'avremmo trovato sull'altra sponda a proporre leggi di destra e tu lo sai bene!!!!!!!!!!!!!



un giustizionalista? Lui non dice nulla di quello che dici tu. Lui vorrebbee solo che la giustizia funzionasse perchè non è possibile che chi commette reati gravi sconti (nella migliore delle ipotesi) 4-5 anni di carcere, considerando indulto, patteggiamento e schifezze varie. Se poi sei Presidente del Consiglio sei immune da ogni reato e da ogni processo e questo è uno skifo.
perrazzo83
00Monday, July 21, 2008 1:15 PM
Diciamoci la verità avendo un opposizione di kakka dove Veltroni mi fa anche un pò pena Di Pietro sfruttando la situazione sta facendo dell'antiberlusconismo la sua bandiera per prendere più voti ma detto ciò l'orientamento politico di di pietro è sicuramente di destra e quelle cose di allentare le garanzie sul diritto di difesa dell'imputato per mettere alla gente le manette le ha dette!!!!!!!!
Vabè che non sa parlare però in generale si capisce!!!!!!!
Vedi che te lo dice uno che ha votato l'estrema sinistra speriamo che la gente che ha votato veltroni non trovi in di pietro un altro falso miraggio!!!!!!!!!!!
chinesedemocracy
00Monday, July 21, 2008 3:37 PM
Re: Re: Re: Re: Re: Re:
bluesrock, 21/07/2008 9.38:



Certo che tu e tutti quelli come te che seguono la moda del momento a seconda che sia Travaglio, Guzzanti,Di Pietro basta che sia anti-Berlusconi, tenete proprio il prosciutto sugli occhi e non vi accorgete che lui ve lo sta mettendo dolcemente in quel posto per una manciata di voti in più.Ma vi siete mai chiesti perchè il caro Di Pietro quando è stato al governo non ha fatto nulla per il conflitto d'interessi? perchè non parlava più contro Berlusconi?Perchè votava tutto anche contro i suoi presunti ideali?Semplice perchè teneva la fatidica poltrona sotto il c..., è un venditore di fumo, cmq la sua presenza e di quelli come voi che gli leccano il sedere fa del bene alla destra perciò forza Tonino che forse arrivi al 6% alle prossime elezioni (sempre che nel frattempo non muoia Berlusconi perchè altrimenti finiresti tutti gli argomenti e allora i voti sarebbero in discesa libera e il caro tonino si dissolverebbe come neve al vento.Puff)




chi ha detto che voterà Di pietro....?ma che ragionamenti fai,,sembrano quelli dei bambini di 3 anni che non ha mai conosciuto il senso dellla politica......qua si parla del contenuto delle sue dichiarazioni,sacrosanto vero e grave,,,solo uno che guarda il dito e non la luna può parlare del veicolo del messaggio denigrandolo e non del messaggio.....che sia di Pietro o un altro a dirlo non me ne frega una emerita mazza...e che lui lo faccia presente in parlamento e fuori non può essere che un bene,è il emno ridicolo nel farlo,.....se uno soffre il potere come te e pensa sempre che uno voglia prendere i voti vive male,allora cosa dovrebbe fare per non prendere i voti ,vivere anche lui alle spalle di berlusconi ,fare il
servo sciocco così sei più contento anche te,,,,questa è la logica del servilismo caro mio,---anche perchè se difendete Berlusconi che prende per il sedere la gente da una vita,il Dio dellle campagne elettorali avvasellinate ...non so come difinire ridicolo chi tenta con atti di denuncia di tenere fede all' 'elettorato come promesso in campagna ellettorale


Ora è Di pietro che vuule ingropparci .....Berlusconi si blocca i processi e mette i criminali in strada per slvare gli amici e Di pietro lo mette nel sedere a noi che lo fa presente...questa è da incornicire in uno studio di giuristi o in un'aula giusdiziaria [SM=x43812]
ally84
00Monday, July 21, 2008 4:22 PM
Re:
robbydam, 17/07/2008 12.15:

secondo me ridevano x come parlava di pietro

avranno pensato ma questo davvero e' cosi




guarda io mi convinco sempre di più ke tu ci prendi in giro



in ogni caso magari ridevano per come parlava perkè era meglio di piangere per il contenuto delle cosa ke diceva(e di rendersi conto dello skifo di governo)
bluesrock
00Monday, July 21, 2008 6:28 PM
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
chinesedemocracy, 21/07/2008 15.37:




chi ha detto che voterà Di pietro....?ma che ragionamenti fai,,sembrano quelli dei bambini di 3 anni che non ha mai conosciuto il senso dellla politica......qua si parla del contenuto delle sue dichiarazioni,sacrosanto vero e grave,,,solo uno che guarda il dito e non la luna può parlare del veicolo del messaggio denigrandolo e non del messaggio.....che sia di Pietro o un altro a dirlo non me ne frega una emerita mazza...e che lui lo faccia presente in parlamento e fuori non può essere che un bene,è il emno ridicolo nel farlo,.....se uno soffre il potere come te e pensa sempre che uno voglia prendere i voti vive male,allora cosa dovrebbe fare per non prendere i voti ,vivere anche lui alle spalle di berlusconi ,fare il
servo sciocco così sei più contento anche te,,,,questa è la logica del servilismo caro mio,---anche perchè se difendete Berlusconi che prende per il sedere la gente da una vita,il Dio dellle campagne elettorali avvasellinate ...non so come difinire ridicolo chi tenta con atti di denuncia di tenere fede all' 'elettorato come promesso in campagna ellettorale


Ora è Di pietro che vuule ingropparci .....Berlusconi si blocca i processi e mette i criminali in strada per slvare gli amici e Di pietro lo mette nel sedere a noi che lo fa presente...questa è da incornicire in uno studio di giuristi o in un'aula giusdiziaria [SM=x43812]


Ok parliamo di contenuti:hai mai sentito Di Pietro dire qualcosa d'interessante che non abbia a che fare con l'antiberlusconismo?No, per me allora quei politici che vogliono fare strada (e pensare che era un rispettabile magistrato...)solo infangando gli altri non mi piacciono, io valuto i fatti.Poi se a te piacciono vuol dire che hai poco senso pratico e ti piacciono i discorsetti da bar e da giornalisti falliti, per carità ognuno è libero di scegliere la sua strada.

bluesrock
00Monday, July 21, 2008 6:43 PM
Ah, sempre rimanendo in tema di contenuti,cominciamo a svelare anche qualche altarino su Di Pietro,visto che vi piace tanto questo giornalismo d'assalto, esistono anche opinioni contrarie a Tonino non so se ne siate a conoscenza

DI PIETRO, QUINDICI ANNI DI SEGRETI E BUGIE
Filippo Facci dal 'Giornale'

È riaffiorata la tentazione di costruire un dossier aggiornato sul passato di Di Pietro», spiegava ieri Repubblica, certa che «qualcuno sarebbe già al lavoro collezionando vecchie inchieste da cui peraltro Di Pietro è sempre uscito scagionato». Grazie per il suggerimento, anzitutto: ma abbiamo già dato.
Se Antonio Di Pietro nel 1993 deteneva la fiducia del 94% degli italiani, e ora decisamente di meno, è perché nel mezzo evidentemente qualcosa è successo, qualcosa è stato raccontato, qualcosa è bastato: perlomeno al centrodestra. Se è vero infatti che Walter Veltroni riscopre ogni giorno nuove convergenze col Di Pietro più veemente (persino quello che chiama «magnaccia» il presidente del Consiglio) d’altra parte invece c’è una sola cosa che l’ex magistrato e Silvio Berlusconi hanno in comune: entrambi sono stati indagati, più volte, ed entrambi alla fine ne sono usciti illesi. Giudichi il lettore, o l’elettore, chi la magistratura abbia voluto proteggere.Sta di fatto che le sentenze che hanno riguardato Di Pietro, diversamente da quelle berlusconiane, rimangono pressoché sconosciute: non sono state infinitamente sezionate e sottotitolate e stampate e ristampate dai soliti fotocopisti di cancelleria, ma sono sentenze lo stesso, anche se Repubblica decide di chiamarle «fango» come ha fatto ieri.
Per fare un esempio: oggi ci sono giornalisti che ancora si chiedono, o chiedono a Di Pietro, perché a suo tempo lasciò la magistratura. Eppure è tutto nero su bianco: e lo è sia nelle sentenze di non luogo a procedere vergate dai gup Roberto Spanò e Anna Di Martino a beneficio di Di Pietro (peraltro in contraddizione tra loro su alcuni episodi) sia nel successivo giudizio di tribunale vergato del presidente Francesco Maddalo il 29 gennaio 1997: una sentenza che superò le precedenti perché fece seguito a un pubblico dibattimento con esibizione di prove e audizione di parti.
Qualcuno lo ricorderà: è il processo in cui Di Pietro dapprima balbettò e poi rifiutò di rispondere alle domande del pubblico ministero. L’ex magistrato oltretutto non presentò appello, sicché la sentenza «fa stato quanto ai fatti accertati», come si dice in gergo.
Per farla breve: il Gup Anna di Martino, che pure fu molto attenta alle ragioni del magistrato, spiegò che se Di Pietro fosse rimasto in magistratura sarebbe andato incontro a pesanti sanzioni disciplinari. Il giudice Francesco Maddalo, nondimeno, parlò di «fatti specifici che oggettivamente potevano presentare connotati di indubbia rilevanza disciplinare». Sono le vecchie storie di Gorrini, D’Adamo, i prestiti da 100 milioni frettolosamente restituiti in scatole da scarpe o avvolti in carta di giornale, faccende di Mercedes rivendute a prezzo maggiorato, roba celata nel torbido dimenticatoio di chi ha fondato il suo movimento sulla trasparenza e sulla legalità, anzi sui «valori».Eppure il Di Pietro che da magistrato si offrì di interrogare Berlusconi dicendo «Io quello lo sfascio» (come raccontato dal suo ex Procuratore Capo) è immortalato in una sentenza che nessun libro, di nessun servo di Procura, ha mai riportato: «Decisiva appare l’intenzione di Di Pietro di intraprendere l’attività politica ovvero di ottenere incarichi pubblici di maggior rilievo» (pagina 167 della succitata sentenza Maddalo). «Altri eventi evidenziano chiaramente questo sempre più marcato orientamento di Di Pietro ad assumere iniziative e posizioni più confacenti ad un esponente politico che a un magistrato \ Particolarmente arduo è separare una condotta antecedente alle preannunciate dimissioni da una condotta a queste successiva» (pagina 170). «Il desiderio di lasciare l’incarico giudiziario nel momento di massima popolarità non poteva non essere funzionale e strumentale ad un successivo sfruttamento di questa popolarità, proprio in vista di quella progettata attività politica».

Domanda: ma Di Pietro, quando decise di indagare Berlusconi, aveva già deciso di dimettersi per buttarsi in politica? Risponde ancora Maddalo a pagina 179: «Le dimissioni, allora, dovevano già essere ampiamente maturate e in fase di imminente attuazione». E perché Di Pietro non disse niente ai colleghi del Pool? Pagina 180: «I contatti e colloqui politici \ avrebbero potuto inquinare quella sua indiscussa leadership all’interno e all’esterno del Pool».
Questa peraltro è la parte nobile. Perché poi, benché ritenuti privi di valenza penale, a dimostrare la moralità di Di Pietro ci sono pure i seguenti piccoli favori, appurati anch’essi da svariate sentenze: 1) 100 milioni senza interessi dall’imprenditore inquisito Gorrini, poi restituiti con assegni circolari poi incassati e avvolti in carta di giornale poco prima di dimettersi, nel 1994; 2) 100 milioni senza interessi dall’imprenditore inquisito D’Adamo, denaro restituito nel 1995 in una scatola da scarpe messa agli atti; 3) periodiche buste di contanti sempre da D’Adamo; 4) centinaia di milioni, ottenuti dagli imprenditori Gorrini, D’Adamo e Franco Maggiorelli, per i debiti contratti dall’amico Eleuterio Rea al gioco d’azzardo; 5) una Mercedes CE da 65 milioni ottenuta da Gorrini e rivenduta all’amico avvocato Giuseppe Lucibello per una cifra poi utilizzata da Di Pietro per comprarsi una Fiat Tipo bianca; i soldi sono stati restituiti con assegni circolari emessi nel maggio 1994 ma incassati nel novembre successivo, prima delle dimissioni; 6) una Lancia Dedra per la moglie di Di Pietro da parte di D’Adamo; 7) l’utilizzo di una garçonnière dietro piazza Duomo, di proprietà di D’Adamo, fino all’inizio del 1994; 8) l’utilizzo di una suite da 5-6 milioni al mese pagata da D’Adamo, a partire dal 1989, per almeno un anno e mezzo, al Residence Mayfair di Roma, dietro via Veneto; 9) l’acquisto di un appartamento a Curno con soldi forniti da Gorrini; 10) la disponibilità di un appartamento a canone gratuito, fornito da D’Adamo, per il collaboratore Rocco Stragapede; 11) i pacchetti di pratiche legali dalla Maa di Gorrini per la moglie; 12) le consulenze legali da D’Adamo per la moglie; 13) l’impiego per il figlio, due volte, alla Maa di Gorrini; 12) i benefit vari da D’Adamo: vestiario di lusso nelle boutique Tincati, Fimar e Hitman di Milano, un telefono cellulare per sé, un telefono cellulare per l’amico Rocco Stragapede, almeno quindici biglietti aerei Milano-Roma, un mobile-libreria per la casa di Curno; 13) i benefit vari ottenuti da Gorrini: ombrelli, agende, penne, cartolame vario, viaggi in jet privato per partite di caccia in Spagna, Polonia e nella riserva astigiana di Giovanni Conti, alcuni stock di calzettoni al ginocchio.G]Eccolo qua Antonio Di Pietro, l’uomo che giusto ieri si richiamava «allo spegnersi della coscienza civica, della morale, dell’etica», l’uomo che di Berlusconi cita «gli innumerevoli processi» senza mai menzionare i propri, l’uomo che di fronte al consenso di cui Berlusconi gode nel Paese, in una lettera scritta al suo mentore Beppe Grillo proprio ieri, ha parlato di «una situazione simile a quella dei ragazzi nei Paesi del Sud che ammirano il camorrista o il mafioso locale». Eccolo lo spauracchio che secondo Veltroni doveva tenere sottotraccia quei grillisti e forcaiolisti che coi loro strepiti, ora e invece, soffocano le velleità di ogni sinistra che voglia essere civile e sintonizzata con il Paese reale.I giornalisti tutto sommato lo amano: le sue sgangheratezze fanno colore e titolo in giornate calde e vuote come queste. Lui straparla sempre di monopolio, ma è tra i più presenti in televisione e in assoluto l’ospite più invitato a Matrix, per esempio. Nessuno ricorda più le sue 500 querele, o quando nel 1996 disse che avrebbe preso «a schiaffi e pedate chi mi ha indotto a dimettermi dal ministero dei Lavori pubblici», o le sue folli proposte circa il «decreto cautelare di rettifica» o altre norme punitive contro i giornalisti.
Nessuno ricorda mai quando Di Pietro, nel dicembre 1994, a Curno, prese a testate un giornalista dell’Ansa dopo averlo riempito di calci e di pugni. Nessuno gli chiede più conto, per quanto la vicenda sia recente, dell’acquisto di due appartamenti pagati con un mutuo che risultava inferiore all’affitto frattanto versato dalla sua Italia dei Valori: in pratica Di Pietro comprava case grazie al finanziamento pubblico. Nessuno, del resto, bada al fatto che il partito dell'Italia dei Valori appartiene a Di Pietro per statuto notarile, e così pure tutti i finanziamenti pubblici. Nessuno dedica servizi a un personaggio che straparla di democrazia e però neppure ora (con l’8 per cento dei suffragi) si dimostra capace di inventarsi una struttura, un numero 2, un gregario, un volto spendibile e alternativo al suo.
Gli unici nomi noti sono quelli di chi l’ha regolarmente mollato: da Pietro Mennea all’ex fidatissimo Elio Veltri (che lo sosteneva dal 1988 e ora gli spara contro a ogni occasione) sino a Valerio Carrara, l’unico parlamentare dipietrista eletto nel 2001 e che pensò bene di passare al Gruppo Misto prima ancora che si insediassero le Camere; e poi ancora Rino Piscitello, Federico Orlando, Milly Moratti, Sergio De Gregorio, persino Paolo Flores D’Arcais: «Gente che ha capito il personaggio e ha preso le distanze» ebbe a commentare Veltri. In compenso, chiuso all’angolo, resiste Veltroni.


chinesedemocracy
00Monday, July 21, 2008 7:15 PM
Re:
bluesrock, 21/07/2008 18.43:

Ah, sempre rimanendo in tema di contenuti,cominciamo a svelare anche qualche altarino su Di Pietro,visto che vi piace tanto questo giornalismo d'assalto, esistono anche opinioni contrarie a Tonino non so se ne siate a conoscenza

DI PIETRO, QUINDICI ANNI DI SEGRETI E BUGIE
Filippo Facci dal 'Giornale'

È riaffiorata la tentazione di costruire un dossier aggiornato sul passato di Di Pietro», spiegava ieri Repubblica, certa che «qualcuno sarebbe già al lavoro collezionando vecchie inchieste da cui peraltro Di Pietro è sempre uscito scagionato». Grazie per il suggerimento, anzitutto: ma abbiamo già dato.
Se Antonio Di Pietro nel 1993 deteneva la fiducia del 94% degli italiani, e ora decisamente di meno, è perché nel mezzo evidentemente qualcosa è successo, qualcosa è stato raccontato, qualcosa è bastato: perlomeno al centrodestra. Se è vero infatti che Walter Veltroni riscopre ogni giorno nuove convergenze col Di Pietro più veemente (persino quello che chiama «magnaccia» il presidente del Consiglio) d’altra parte invece c’è una sola cosa che l’ex magistrato e Silvio Berlusconi hanno in comune: entrambi sono stati indagati, più volte, ed entrambi alla fine ne sono usciti illesi. Giudichi il lettore, o l’elettore, chi la magistratura abbia voluto proteggere.Sta di fatto che le sentenze che hanno riguardato Di Pietro, diversamente da quelle berlusconiane, rimangono pressoché sconosciute: non sono state infinitamente sezionate e sottotitolate e stampate e ristampate dai soliti fotocopisti di cancelleria, ma sono sentenze lo stesso, anche se Repubblica decide di chiamarle «fango» come ha fatto ieri.
Per fare un esempio: oggi ci sono giornalisti che ancora si chiedono, o chiedono a Di Pietro, perché a suo tempo lasciò la magistratura. Eppure è tutto nero su bianco: e lo è sia nelle sentenze di non luogo a procedere vergate dai gup Roberto Spanò e Anna Di Martino a beneficio di Di Pietro (peraltro in contraddizione tra loro su alcuni episodi) sia nel successivo giudizio di tribunale vergato del presidente Francesco Maddalo il 29 gennaio 1997: una sentenza che superò le precedenti perché fece seguito a un pubblico dibattimento con esibizione di prove e audizione di parti.
Qualcuno lo ricorderà: è il processo in cui Di Pietro dapprima balbettò e poi rifiutò di rispondere alle domande del pubblico ministero. L’ex magistrato oltretutto non presentò appello, sicché la sentenza «fa stato quanto ai fatti accertati», come si dice in gergo.
Per farla breve: il Gup Anna di Martino, che pure fu molto attenta alle ragioni del magistrato, spiegò che se Di Pietro fosse rimasto in magistratura sarebbe andato incontro a pesanti sanzioni disciplinari. Il giudice Francesco Maddalo, nondimeno, parlò di «fatti specifici che oggettivamente potevano presentare connotati di indubbia rilevanza disciplinare». Sono le vecchie storie di Gorrini, D’Adamo, i prestiti da 100 milioni frettolosamente restituiti in scatole da scarpe o avvolti in carta di giornale, faccende di Mercedes rivendute a prezzo maggiorato, roba celata nel torbido dimenticatoio di chi ha fondato il suo movimento sulla trasparenza e sulla legalità, anzi sui «valori».Eppure il Di Pietro che da magistrato si offrì di interrogare Berlusconi dicendo «Io quello lo sfascio» (come raccontato dal suo ex Procuratore Capo) è immortalato in una sentenza che nessun libro, di nessun servo di Procura, ha mai riportato: «Decisiva appare l’intenzione di Di Pietro di intraprendere l’attività politica ovvero di ottenere incarichi pubblici di maggior rilievo» (pagina 167 della succitata sentenza Maddalo). «Altri eventi evidenziano chiaramente questo sempre più marcato orientamento di Di Pietro ad assumere iniziative e posizioni più confacenti ad un esponente politico che a un magistrato \ Particolarmente arduo è separare una condotta antecedente alle preannunciate dimissioni da una condotta a queste successiva» (pagina 170). «Il desiderio di lasciare l’incarico giudiziario nel momento di massima popolarità non poteva non essere funzionale e strumentale ad un successivo sfruttamento di questa popolarità, proprio in vista di quella progettata attività politica».

Domanda: ma Di Pietro, quando decise di indagare Berlusconi, aveva già deciso di dimettersi per buttarsi in politica? Risponde ancora Maddalo a pagina 179: «Le dimissioni, allora, dovevano già essere ampiamente maturate e in fase di imminente attuazione». E perché Di Pietro non disse niente ai colleghi del Pool? Pagina 180: «I contatti e colloqui politici \ avrebbero potuto inquinare quella sua indiscussa leadership all’interno e all’esterno del Pool».
Questa peraltro è la parte nobile. Perché poi, benché ritenuti privi di valenza penale, a dimostrare la moralità di Di Pietro ci sono pure i seguenti piccoli favori, appurati anch’essi da svariate sentenze: 1) 100 milioni senza interessi dall’imprenditore inquisito Gorrini, poi restituiti con assegni circolari poi incassati e avvolti in carta di giornale poco prima di dimettersi, nel 1994; 2) 100 milioni senza interessi dall’imprenditore inquisito D’Adamo, denaro restituito nel 1995 in una scatola da scarpe messa agli atti; 3) periodiche buste di contanti sempre da D’Adamo; 4) centinaia di milioni, ottenuti dagli imprenditori Gorrini, D’Adamo e Franco Maggiorelli, per i debiti contratti dall’amico Eleuterio Rea al gioco d’azzardo; 5) una Mercedes CE da 65 milioni ottenuta da Gorrini e rivenduta all’amico avvocato Giuseppe Lucibello per una cifra poi utilizzata da Di Pietro per comprarsi una Fiat Tipo bianca; i soldi sono stati restituiti con assegni circolari emessi nel maggio 1994 ma incassati nel novembre successivo, prima delle dimissioni; 6) una Lancia Dedra per la moglie di Di Pietro da parte di D’Adamo; 7) l’utilizzo di una garçonnière dietro piazza Duomo, di proprietà di D’Adamo, fino all’inizio del 1994; 8) l’utilizzo di una suite da 5-6 milioni al mese pagata da D’Adamo, a partire dal 1989, per almeno un anno e mezzo, al Residence Mayfair di Roma, dietro via Veneto; 9) l’acquisto di un appartamento a Curno con soldi forniti da Gorrini; 10) la disponibilità di un appartamento a canone gratuito, fornito da D’Adamo, per il collaboratore Rocco Stragapede; 11) i pacchetti di pratiche legali dalla Maa di Gorrini per la moglie; 12) le consulenze legali da D’Adamo per la moglie; 13) l’impiego per il figlio, due volte, alla Maa di Gorrini; 12) i benefit vari da D’Adamo: vestiario di lusso nelle boutique Tincati, Fimar e Hitman di Milano, un telefono cellulare per sé, un telefono cellulare per l’amico Rocco Stragapede, almeno quindici biglietti aerei Milano-Roma, un mobile-libreria per la casa di Curno; 13) i benefit vari ottenuti da Gorrini: ombrelli, agende, penne, cartolame vario, viaggi in jet privato per partite di caccia in Spagna, Polonia e nella riserva astigiana di Giovanni Conti, alcuni stock di calzettoni al ginocchio.G]Eccolo qua Antonio Di Pietro, l’uomo che giusto ieri si richiamava «allo spegnersi della coscienza civica, della morale, dell’etica», l’uomo che di Berlusconi cita «gli innumerevoli processi» senza mai menzionare i propri, l’uomo che di fronte al consenso di cui Berlusconi gode nel Paese, in una lettera scritta al suo mentore Beppe Grillo proprio ieri, ha parlato di «una situazione simile a quella dei ragazzi nei Paesi del Sud che ammirano il camorrista o il mafioso locale». Eccolo lo spauracchio che secondo Veltroni doveva tenere sottotraccia quei grillisti e forcaiolisti che coi loro strepiti, ora e invece, soffocano le velleità di ogni sinistra che voglia essere civile e sintonizzata con il Paese reale.I giornalisti tutto sommato lo amano: le sue sgangheratezze fanno colore e titolo in giornate calde e vuote come queste. Lui straparla sempre di monopolio, ma è tra i più presenti in televisione e in assoluto l’ospite più invitato a Matrix, per esempio. Nessuno ricorda più le sue 500 querele, o quando nel 1996 disse che avrebbe preso «a schiaffi e pedate chi mi ha indotto a dimettermi dal ministero dei Lavori pubblici», o le sue folli proposte circa il «decreto cautelare di rettifica» o altre norme punitive contro i giornalisti.
Nessuno ricorda mai quando Di Pietro, nel dicembre 1994, a Curno, prese a testate un giornalista dell’Ansa dopo averlo riempito di calci e di pugni. Nessuno gli chiede più conto, per quanto la vicenda sia recente, dell’acquisto di due appartamenti pagati con un mutuo che risultava inferiore all’affitto frattanto versato dalla sua Italia dei Valori: in pratica Di Pietro comprava case grazie al finanziamento pubblico. Nessuno, del resto, bada al fatto che il partito dell'Italia dei Valori appartiene a Di Pietro per statuto notarile, e così pure tutti i finanziamenti pubblici. Nessuno dedica servizi a un personaggio che straparla di democrazia e però neppure ora (con l’8 per cento dei suffragi) si dimostra capace di inventarsi una struttura, un numero 2, un gregario, un volto spendibile e alternativo al suo.
Gli unici nomi noti sono quelli di chi l’ha regolarmente mollato: da Pietro Mennea all’ex fidatissimo Elio Veltri (che lo sosteneva dal 1988 e ora gli spara contro a ogni occasione) sino a Valerio Carrara, l’unico parlamentare dipietrista eletto nel 2001 e che pensò bene di passare al Gruppo Misto prima ancora che si insediassero le Camere; e poi ancora Rino Piscitello, Federico Orlando, Milly Moratti, Sergio De Gregorio, persino Paolo Flores D’Arcais: «Gente che ha capito il personaggio e ha preso le distanze» ebbe a commentare Veltri. In compenso, chiuso all’angolo, resiste Veltroni.







certo mi parli di giornalisti falliti e mi riporti un articolo di filippo facci,il vidcido lo chiamano,,,.....uno dei giornalisti più ignoranti e servi a livello di Emilio Fede.....citi proprio dei grandi giornalisti ,complimenti...peggio non potevi prendere.... [SM=x43606]


fatti....più fatti dei decreti blocca processi cosa vuoi che Berlusconi uccida il magistrato...ma smettetelaaaaaaaaaaa....con sta scusa dell'antiberlusconismo .....
Berlusconi arriverà a farvi di tutto....anche di intimo [SM=x43636] e parlerete solo e sempre di attacco personale....certo uno che fa le leggi ad personam come lo puoi attaccare se non nel personale
[SM=x43605]
ripeto Di Pietro non ci interessa ,la cosa grave è che tu parli ancora di arttacchi personali al premier mentre lui ti sta attaccando a te personalmente,il tuo futuro,,,la tua difnità di cittadino e non di suddito....forse ti senti suddito io no [SM=x43799]

Ti ricordo che Facci,il viscido servo,il giornalista più poco documentato al mondo, le poche volte che si è trovato con Di Pietro in studio ha fatto figure magre...anche perchè Di pietro i processi ,uno in realtà, li ha sempre affrontati e si sono sempre risolti con il fatto non sussiste,,,,perchè non lo fa anche berlusconi? [SM=x43820]
petetownshend
00Monday, July 21, 2008 7:15 PM
Re:
bluesrock, 21/07/2008 18.43:


c’è una sola cosa che l’ex magistrato e Silvio Berlusconi hanno in comune: entrambi sono stati indagati, più volte, ed entrambi alla fine ne sono usciti illesi. Giudichi il lettore, o l’elettore, chi la magistratura abbia voluto proteggere.Sta di fatto che le sentenze che hanno riguardato Di Pietro, diversamente da quelle berlusconiane, rimangono pressoché sconosciute: non sono state infinitamente sezionate e sottotitolate e stampate e ristampate dai soliti fotocopisti di cancelleria, ma sono sentenze lo stesso





le ricostruzioni di Facci sono grandiose, davvero
come quella che fece su Biagi
sempre tese a rigirare i fatti, giocando con le parole
assimilare le vicende giudiziarie di Di Pietro a quelle di Berlusconi è da violazione del codice deontologico dei giornalisti!

innanzitutto Facci non può dire che Berlusconi, come Di Pietro, è stato sempre assolto (infatti dice "illeso"), perchè sa bene che scriverebbe il falso

Di Pietro, piaccia o meno come persona, ha affrontato i processi ed è sempre stato assolto nel merito, anche per le vicende che inutilmente riporta Facci
Berlusconi nei processi ha sempre puntato alla prescrizione, guarda caso mai rifiutata per poter essere assolto nel merito
del resto per la Cass. è un corruttore accertato ma prescritto ( vedasi Lodo Mondadori) e prima ancora era stato condannato per falsa testimonianza sulla P2...senza contare falsi in bilancio depenalizzati da norme ad hoc ed assoluzioni con formula dubitativa

la vicenda relativa ai procedimenti disciplinari non la conosco e non mi pronuncio, specie se l'unica fonte disponibile è Facci
chinesedemocracy
00Monday, July 21, 2008 7:20 PM
Re: Re:
petetownshend, 21/07/2008 19.15:




le ricostruzioni di Facci sono grandiose, davvero
come quella che fece su Biagi
sempre tese a rigirare i fatti, giocando con le parole
assimilare le vicende giudiziarie di Di Pietro a quelle di Berlusconi è da violazione del codice deontologico dei giornalisti!

innanzitutto Facci non può dire che Berlusconi, come Di Pietro, è stato sempre assolto (infatti dice "illeso"), perchè sa bene che scriverebbe il falso

Di Pietro, piaccia o meno come persona, ha affrontato i processi ed è sempre stato assolto nel merito, anche per le vicende che inutilmente riporta Facci
Berlusconi nei processi ha sempre puntato alla prescrizione, guarda caso mai rifiutata per poter essere assolto nel merito
del resto per la Cass. è un corruttore accertato ma prescritto ( vedasi Lodo Mondadori) e prima ancora era stato condannato per falsa testimonianza sulla P2...senza contare falsi in bilancio depenalizzati da norme ad hoc ed assoluzioni con formula dubitativa

la vicenda relativa ai procedimenti disciplinari non la conosco e non mi pronuncio, specie se l'unica fonte disponibile è Facci




Di Pietro:sentenza passata in giudicato:il fatto non sussiste
Berlusconi:processo in corso,condanna sicura,processo bloccato

Ora solo un coglione come Facci con quella faccia...può fare tale confronto o paragone per dire peggio

e se non sono fatti questi
ally84
00Monday, July 21, 2008 8:10 PM
ke pesantezza....cmq discutere con certa gente è inutile nn si può negare ke Berlusconi ha la sua giustizia e simpatia o no per Di Pietro nn li si può paragonare dato ke uno dice solo cazzate o meglio sa far fessi gli italiani mantre l'altro parla come pensa e a volte ciò lo penalizza....ma paragonarli [SM=x43608]
bluesrock
00Monday, July 21, 2008 9:56 PM
Re:
ally84, 21/07/2008 20.10:

ke pesantezza....cmq discutere con certa gente è inutile nn si può negare ke Berlusconi ha la sua giustizia e simpatia o no per Di Pietro nn li si può paragonare dato ke uno dice solo cazzate o meglio sa far fessi gli italiani mantre l'altro parla come pensa e a volte ciò lo penalizza....ma paragonarli [SM=x43608]


Dipende dai punti di vista,per me ad esempio è pesante il fatto che ogni volta che sale Berlusconi escono fuori sempre le stesse storie...
E poi come siete 'democratici' voi giustizialisti, le opinioni diverse dalla vostre sono tutte pesanti e i giornalisti che le riportano sono tutti coglioni o incapaci.
Eh cari miei questa è democrazia,esistono anche opinioni diverse dalle vostre, peraltro condivise dalla maggioranza degli italiani...prendetene atto e non state sempre a rosicare [SM=x43819]
AldoMara
00Monday, July 21, 2008 10:25 PM
Re:
bluesrock, 21/07/2008 18.43:

Ah, sempre rimanendo in tema di contenuti,cominciamo a svelare anche qualche altarino su Di Pietro,visto che vi piace tanto questo giornalismo d'assalto, esistono anche opinioni contrarie a Tonino non so se ne siate a conoscenza

DI PIETRO, QUINDICI ANNI DI SEGRETI E BUGIE
Filippo Facci dal 'Giornale'

È riaffiorata la tentazione di costruire un dossier aggiornato sul passato di Di Pietro», spiegava ieri Repubblica, certa che «qualcuno sarebbe già al lavoro collezionando vecchie inchieste da cui peraltro Di Pietro è sempre uscito scagionato». Grazie per il suggerimento, anzitutto: ma abbiamo già dato.
Se Antonio Di Pietro nel 1993 deteneva la fiducia del 94% degli italiani, e ora decisamente di meno, è perché nel mezzo evidentemente qualcosa è successo, qualcosa è stato raccontato, qualcosa è bastato: perlomeno al centrodestra. Se è vero infatti che Walter Veltroni riscopre ogni giorno nuove convergenze col Di Pietro più veemente (persino quello che chiama «magnaccia» il presidente del Consiglio) d’altra parte invece c’è una sola cosa che l’ex magistrato e Silvio Berlusconi hanno in comune: entrambi sono stati indagati, più volte, ed entrambi alla fine ne sono usciti illesi. Giudichi il lettore, o l’elettore, chi la magistratura abbia voluto proteggere.Sta di fatto che le sentenze che hanno riguardato Di Pietro, diversamente da quelle berlusconiane, rimangono pressoché sconosciute: non sono state infinitamente sezionate e sottotitolate e stampate e ristampate dai soliti fotocopisti di cancelleria, ma sono sentenze lo stesso, anche se Repubblica decide di chiamarle «fango» come ha fatto ieri.
Per fare un esempio: oggi ci sono giornalisti che ancora si chiedono, o chiedono a Di Pietro, perché a suo tempo lasciò la magistratura. Eppure è tutto nero su bianco: e lo è sia nelle sentenze di non luogo a procedere vergate dai gup Roberto Spanò e Anna Di Martino a beneficio di Di Pietro (peraltro in contraddizione tra loro su alcuni episodi) sia nel successivo giudizio di tribunale vergato del presidente Francesco Maddalo il 29 gennaio 1997: una sentenza che superò le precedenti perché fece seguito a un pubblico dibattimento con esibizione di prove e audizione di parti.
Qualcuno lo ricorderà: è il processo in cui Di Pietro dapprima balbettò e poi rifiutò di rispondere alle domande del pubblico ministero. L’ex magistrato oltretutto non presentò appello, sicché la sentenza «fa stato quanto ai fatti accertati», come si dice in gergo.
Per farla breve: il Gup Anna di Martino, che pure fu molto attenta alle ragioni del magistrato, spiegò che se Di Pietro fosse rimasto in magistratura sarebbe andato incontro a pesanti sanzioni disciplinari. Il giudice Francesco Maddalo, nondimeno, parlò di «fatti specifici che oggettivamente potevano presentare connotati di indubbia rilevanza disciplinare». Sono le vecchie storie di Gorrini, D’Adamo, i prestiti da 100 milioni frettolosamente restituiti in scatole da scarpe o avvolti in carta di giornale, faccende di Mercedes rivendute a prezzo maggiorato, roba celata nel torbido dimenticatoio di chi ha fondato il suo movimento sulla trasparenza e sulla legalità, anzi sui «valori».Eppure il Di Pietro che da magistrato si offrì di interrogare Berlusconi dicendo «Io quello lo sfascio» (come raccontato dal suo ex Procuratore Capo) è immortalato in una sentenza che nessun libro, di nessun servo di Procura, ha mai riportato: «Decisiva appare l’intenzione di Di Pietro di intraprendere l’attività politica ovvero di ottenere incarichi pubblici di maggior rilievo» (pagina 167 della succitata sentenza Maddalo). «Altri eventi evidenziano chiaramente questo sempre più marcato orientamento di Di Pietro ad assumere iniziative e posizioni più confacenti ad un esponente politico che a un magistrato \ Particolarmente arduo è separare una condotta antecedente alle preannunciate dimissioni da una condotta a queste successiva» (pagina 170). «Il desiderio di lasciare l’incarico giudiziario nel momento di massima popolarità non poteva non essere funzionale e strumentale ad un successivo sfruttamento di questa popolarità, proprio in vista di quella progettata attività politica».

Domanda: ma Di Pietro, quando decise di indagare Berlusconi, aveva già deciso di dimettersi per buttarsi in politica? Risponde ancora Maddalo a pagina 179: «Le dimissioni, allora, dovevano già essere ampiamente maturate e in fase di imminente attuazione». E perché Di Pietro non disse niente ai colleghi del Pool? Pagina 180: «I contatti e colloqui politici \ avrebbero potuto inquinare quella sua indiscussa leadership all’interno e all’esterno del Pool».
Questa peraltro è la parte nobile. Perché poi, benché ritenuti privi di valenza penale, a dimostrare la moralità di Di Pietro ci sono pure i seguenti piccoli favori, appurati anch’essi da svariate sentenze: 1) 100 milioni senza interessi dall’imprenditore inquisito Gorrini, poi restituiti con assegni circolari poi incassati e avvolti in carta di giornale poco prima di dimettersi, nel 1994; 2) 100 milioni senza interessi dall’imprenditore inquisito D’Adamo, denaro restituito nel 1995 in una scatola da scarpe messa agli atti; 3) periodiche buste di contanti sempre da D’Adamo; 4) centinaia di milioni, ottenuti dagli imprenditori Gorrini, D’Adamo e Franco Maggiorelli, per i debiti contratti dall’amico Eleuterio Rea al gioco d’azzardo; 5) una Mercedes CE da 65 milioni ottenuta da Gorrini e rivenduta all’amico avvocato Giuseppe Lucibello per una cifra poi utilizzata da Di Pietro per comprarsi una Fiat Tipo bianca; i soldi sono stati restituiti con assegni circolari emessi nel maggio 1994 ma incassati nel novembre successivo, prima delle dimissioni; 6) una Lancia Dedra per la moglie di Di Pietro da parte di D’Adamo; 7) l’utilizzo di una garçonnière dietro piazza Duomo, di proprietà di D’Adamo, fino all’inizio del 1994; 8) l’utilizzo di una suite da 5-6 milioni al mese pagata da D’Adamo, a partire dal 1989, per almeno un anno e mezzo, al Residence Mayfair di Roma, dietro via Veneto; 9) l’acquisto di un appartamento a Curno con soldi forniti da Gorrini; 10) la disponibilità di un appartamento a canone gratuito, fornito da D’Adamo, per il collaboratore Rocco Stragapede; 11) i pacchetti di pratiche legali dalla Maa di Gorrini per la moglie; 12) le consulenze legali da D’Adamo per la moglie; 13) l’impiego per il figlio, due volte, alla Maa di Gorrini; 12) i benefit vari da D’Adamo: vestiario di lusso nelle boutique Tincati, Fimar e Hitman di Milano, un telefono cellulare per sé, un telefono cellulare per l’amico Rocco Stragapede, almeno quindici biglietti aerei Milano-Roma, un mobile-libreria per la casa di Curno; 13) i benefit vari ottenuti da Gorrini: ombrelli, agende, penne, cartolame vario, viaggi in jet privato per partite di caccia in Spagna, Polonia e nella riserva astigiana di Giovanni Conti, alcuni stock di calzettoni al ginocchio.G]Eccolo qua Antonio Di Pietro, l’uomo che giusto ieri si richiamava «allo spegnersi della coscienza civica, della morale, dell’etica», l’uomo che di Berlusconi cita «gli innumerevoli processi» senza mai menzionare i propri, l’uomo che di fronte al consenso di cui Berlusconi gode nel Paese, in una lettera scritta al suo mentore Beppe Grillo proprio ieri, ha parlato di «una situazione simile a quella dei ragazzi nei Paesi del Sud che ammirano il camorrista o il mafioso locale». Eccolo lo spauracchio che secondo Veltroni doveva tenere sottotraccia quei grillisti e forcaiolisti che coi loro strepiti, ora e invece, soffocano le velleità di ogni sinistra che voglia essere civile e sintonizzata con il Paese reale.I giornalisti tutto sommato lo amano: le sue sgangheratezze fanno colore e titolo in giornate calde e vuote come queste. Lui straparla sempre di monopolio, ma è tra i più presenti in televisione e in assoluto l’ospite più invitato a Matrix, per esempio. Nessuno ricorda più le sue 500 querele, o quando nel 1996 disse che avrebbe preso «a schiaffi e pedate chi mi ha indotto a dimettermi dal ministero dei Lavori pubblici», o le sue folli proposte circa il «decreto cautelare di rettifica» o altre norme punitive contro i giornalisti.
Nessuno ricorda mai quando Di Pietro, nel dicembre 1994, a Curno, prese a testate un giornalista dell’Ansa dopo averlo riempito di calci e di pugni. Nessuno gli chiede più conto, per quanto la vicenda sia recente, dell’acquisto di due appartamenti pagati con un mutuo che risultava inferiore all’affitto frattanto versato dalla sua Italia dei Valori: in pratica Di Pietro comprava case grazie al finanziamento pubblico. Nessuno, del resto, bada al fatto che il partito dell'Italia dei Valori appartiene a Di Pietro per statuto notarile, e così pure tutti i finanziamenti pubblici. Nessuno dedica servizi a un personaggio che straparla di democrazia e però neppure ora (con l’8 per cento dei suffragi) si dimostra capace di inventarsi una struttura, un numero 2, un gregario, un volto spendibile e alternativo al suo.
Gli unici nomi noti sono quelli di chi l’ha regolarmente mollato: da Pietro Mennea all’ex fidatissimo Elio Veltri (che lo sosteneva dal 1988 e ora gli spara contro a ogni occasione) sino a Valerio Carrara, l’unico parlamentare dipietrista eletto nel 2001 e che pensò bene di passare al Gruppo Misto prima ancora che si insediassero le Camere; e poi ancora Rino Piscitello, Federico Orlando, Milly Moratti, Sergio De Gregorio, persino Paolo Flores D’Arcais: «Gente che ha capito il personaggio e ha preso le distanze» ebbe a commentare Veltri. In compenso, chiuso all’angolo, resiste Veltroni.





Filippo Facci??? [SM=x43675] [SM=x43675] [SM=x43675] [SM=x43675] [SM=x43675] [SM=x43675] [SM=x43675] [SM=x43675] [SM=x43675] [SM=x43675] [SM=x43675] [SM=x43675] [SM=x43675] [SM=x43675]

Fai una ricerca su youtube e su wikipedia e vedi chi è.. !

perrazzo83
00Monday, July 21, 2008 10:52 PM
[SM=g51998] [SM=g51998] [SM=g51998] [SM=g51998] [SM=g51998] [SM=g51998] [SM=g51998] [SM=g51998] [SM=g51998] [SM=g51998] [SM=g51998] [SM=g51998] [SM=g51998] mi associo alla risata
chinesedemocracy
00Monday, July 21, 2008 11:24 PM
Re: Re:
bluesrock, 21/07/2008 21.56:


Dipende dai punti di vista,per me ad esempio è pesante il fatto che ogni volta che sale Berlusconi escono fuori sempre le stesse storie...
E poi come siete 'democratici' voi giustizialisti, le opinioni diverse dalla vostre sono tutte pesanti e i giornalisti che le riportano sono tutti coglioni o incapaci.
Eh cari miei questa è democrazia,esistono anche opinioni diverse dalle vostre, peraltro condivise dalla maggioranza degli italiani...prendetene atto e non state sempre a rosicare [SM=x43819]




quale democrazia?... democrazia dove?..cosa comandi tu ,,,,se chi ti governa può decidere domani anche di modificare la costituzione sotto i tuoi occhi togliendoti diritti,,,garantiti e sacrosanti

giustizialisti di cosa?se non credi nella giustiza italiana penso che sia inutile la permanenza in una università di giurisprudenza e poi su questo forum...ti ricordo che berlusconi è sotto processo in un tribunale dello stato italiano..... e se c'è gente che chide che si arrivi a una conclusione come per qualsiasi cittadino ,la verità nel bene e nel male.... non vuol dire essere giustizialisti ma essere persone che ancora hanno un cervello dinamico e non assopito...da tv e giornali di regime

le solite storie quando sale al governo?se non avesse bisogno in tutti i modi e con tutti i mezzi di sottrasi alla giustizia a discapito del tuo e del mio bene...nessuno gli romperebbe le palle....ma aimè avete eletto un corruttore che darà il colpo di grazia a quel pò di dignità che ci rimane
petetownshend
00Tuesday, July 22, 2008 12:05 AM
Re: Re:
bluesrock, 21/07/2008 21.56:


Dipende dai punti di vista,per me ad esempio è pesante il fatto che ogni volta che sale Berlusconi escono fuori sempre le stesse storie...



il problema è capire se quelle storie sono vere, che poi siano vecchie o nuove poco cambia



E poi come siete 'democratici' voi giustizialisti, le opinioni diverse dalla vostre sono tutte pesanti e i giornalisti che le riportano sono tutti coglioni o incapaci.
Eh cari miei questa è democrazia,esistono anche opinioni diverse dalle vostre, peraltro condivise dalla maggioranza degli italiani...prendetene atto e non state sempre a rosicare [SM=x43819]



io ti ho risposto nel merito
la ricostruzione di Facci è taroccata, non ho detto che è un coglione perchè ha idee diverse


ally84
00Tuesday, July 22, 2008 12:33 AM
Re: Re:
bluesrock, 21/07/2008 21.56:


Dipende dai punti di vista,per me ad esempio è pesante il fatto che ogni volta che sale Berlusconi escono fuori sempre le stesse storie...
E poi come siete 'democratici' voi giustizialisti, le opinioni diverse dalla vostre sono tutte pesanti e i giornalisti che le riportano sono tutti coglioni o incapaci.
Eh cari miei questa è democrazia,esistono anche opinioni diverse dalle vostre, peraltro condivise dalla maggioranza degli italiani...prendetene atto e non state sempre a rosicare [SM=x43819]




1.mi hai fatto arrabbiare cinesè e già mi sei antipatico [SM=x43612]
2.io nn critico il giornalista ,ke per mia ignoranza nn conosco,dico solo ke Di Pietro sbaglia l'italiano ma nn vuol dire ke dice cose sbagliate nel contenuto e ke tu nn puoi parlarmi di democrazia in un governi appoggiato da Bossi ,Calderoli e lo stesso Fini gente ke spesso parla (e er sfortuna nostra fa)senza avere nessun riguardo della costituzione e dei valori ke porta avanti un paese democratico a partire dall'uguaglianza,dai doveri della Repubblica di intervenire per le regioni più povere,dalla libertà d'informazione(v.il ridicolissimo servizio di italia 1).. [SM=x43639]
bluesrock
00Tuesday, July 22, 2008 10:07 AM
Re: Re: Re:
chinesedemocracy, 21/07/2008 23.24:




quale democrazia?... democrazia dove?..cosa comandi tu ,,,,se chi ti governa può decidere domani anche di modificare la costituzione sotto i tuoi occhi togliendoti diritti,,,garantiti e sacrosanti

giustizialisti di cosa?se non credi nella giustiza italiana penso che sia inutile la permanenza in una università di giurisprudenza e poi su questo forum...ti ricordo che berlusconi è sotto processo in un tribunale dello stato italiano..... e se c'è gente che chide che si arrivi a una conclusione come per qualsiasi cittadino ,la verità nel bene e nel male.... non vuol dire essere giustizialisti ma essere persone che ancora hanno un cervello dinamico e non assopito...da tv e giornali di regime

le solite storie quando sale al governo?se non avesse bisogno in tutti i modi e con tutti i mezzi di sottrasi alla giustizia a discapito del tuo e del mio bene...nessuno gli romperebbe le palle....ma aimè avete eletto un corruttore che darà il colpo di grazia a quel pò di dignità che ci rimane




Ah ora per esprimere un'opinione bisogna comandare qualcosa!?(che idea bizarra di democrazia...e sono 2)
Se è così non lo sapevo scusa, ma già che ci sei dimmi che comandi tu per poter invece sentenziare.

Fino a prova contararia i nostri diritti sono ancora intatti, non è possibile che fino a 3-4 mesi fa eravamo liberi e ora siamo tutti incatenati,non è credibile mi spiace.

A quanto pare sei tu che non credi nella giustizia italiana se è ancora in libertà un 'criminale' corruttore a tuo dire come Berlusconi...

Non ti è mai venuto invece il sospetto(non chiedo tanto) che sia il tuo cervello ad essere assopito da un certo tipo di giornalismo (v.Travaglio) e da certi politicanti(v.Di Pietro)?

Infine: non è detto che per frequentare giurisprudenza bisogna essere tutti sessantottini (siamo nel 2008, [SM=x43607] ),giustizialisti o aspiranti toghe rosse.
Così come non è detto che chi abbia opinioni deiverse dalle tue non abbia diritto di partecipare a questo forum.

Detto ciò mi sembra palese che abbiamo pareri diversi e quindi mi sembrerebbe maturo non dilungarci oltre, anche perchè stiamo uscendo fuori topic





chinesedemocracy
00Tuesday, July 22, 2008 10:34 AM
Re: Re: Re: Re:
bluesrock, 22/07/2008 10.07:




Ah ora per esprimere un'opinione bisogna comandare qualcosa!?(che idea bizarra di democrazia...e sono 2)
Se è così non lo sapevo scusa, ma già che ci sei dimmi che comandi tu per poter invece sentenziare.

Fino a prova contararia i nostri diritti sono ancora intatti, non è possibile che fino a 3-4 mesi fa eravamo liberi e ora siamo tutti incatenati,non è credibile mi spiace.

A quanto pare sei tu che non credi nella giustizia italiana se è ancora in libertà un 'criminale' corruttore a tuo dire come Berlusconi...

Non ti è mai venuto invece il sospetto(non chiedo tanto) che sia il tuo cervello ad essere assopito da un certo tipo di giornalismo (v.Travaglio) e da certi politicanti(v.Di Pietro)?

Infine: non è detto che per frequentare giurisprudenza bisogna essere tutti sessantottini (siamo nel 2008, [SM=x43607] ),giustizialisti o aspiranti toghe rosse.
Così come non è detto che chi abbia opinioni deiverse dalle tue non abbia diritto di partecipare a questo forum.

Detto ciò mi sembra palese che abbiamo pareri diversi e quindi mi sembrerebbe maturo non dilungarci oltre, anche perchè stiamo uscendo fuori topic










certo il tui diritto di uguaglianza formale è proprio intatto....
se vai sotto processso hai le stesse possibilità di chi ha un briciolo di potere di non essere condannato....hai proprio sostanzialmente ragione ...anche tu puoi rubare...fallo in fretta,mi raccomando.....e se rubi ricordati che non siamo giustizialisti,,,,ti blocchiamo il preocesso

dopo demopcrazia,,,non conosci la parola giustizialista di cui ti rimepi la bocca ...ripeto se per te giustizialista è chiedere che una persona sotto processo venga condannata o assolta secondo legge italiana vuol dire che è meglio che ti prepari a cambiare mestiere,,,

allora giustizialismo è: chiedere anche che il processo di Cogne avesse risvolti giuridici,,,,che stupratori e assassini vadano in galera....,....perchè non blocchiamo tutti i processi e mettiamo in strada tutti,,,,,psicopatici,maniaci,,,,,,tanto siamo giustizialisti

Beh certo Travaglio si diverte a prenderci in giro e fare soldi con i libri....è come Saviano,,,,il discorso che fanno la gente di Scampia [SM=x43653] ...vogliono fare soldi...hai ragione vedute troppo differenti,,,,non dilunghiamoci [SM=x43820]
bluesrock
00Tuesday, July 22, 2008 10:41 AM
Re: Re: Re: Re: Re:
chinesedemocracy, 22/07/2008 10.34:





certo il tui diritto di uguaglianza formale è proprio intatto....
se vai sotto processso hai le stesse possibilità di chi ha un briciolo di potere di non essere condannato....hai proprio sostanzialmente ragione ...anche tu puoi rubare...fallo in fretta,mi raccomando.....e se rubi ricordati che non siamo giustizialisti,,,,ti blocchiamo il preocesso

dopo demopcrazia,,,non conosci la parola giustizialista di cui ti rimepi la bocca ...ripeto se per te giustizialista è chiedere che una persona sotto processo venga condannata o assolta secondo legge italiana vuol dire che è meglio che ti prepari a cambiare mestiere,,,

allora giustizialismo è: chiedere anche che il processo di Cogne avesse risvolti giuridici,,,,che stupratori e assassini vadano in galera....,....perchè non blocchiamo tutti i processi e mettiamo in strada tutti,,,,,psicopatici,maniaci,,,,,,tanto siamo giustizialisti

Beh certo Travaglio si diverte a prenderci in giro e fare soldi con i libri....è come Saviano,,,,il discorso che fanno la gente di Scampia [SM=x43653] ...vogliono fare soldi...hai ragione vedute troppo differenti,,,,non dilunghiamoci [SM=x43820]


Almeno su questo siamo d'accordo... [SM=x43799]

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