Microsoft contro lo spam, prima denuncia in Italia

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gran generale
00martedì 8 febbraio 2005 11:50
Dopo gli Stati Uniti, anche in Italia i provider scelgono la via legale per sconfiggere lo spam. Microsoft ha denunciato oggi un uomo accusato di aver inviato decine di migliaia di e-mail indesiderate ai clienti di Hotmail e Msn. La denuncia contro Walter R., di Cesena, è stata depositata oggi presso il tribunale di Torino. Se condannato, il presunto spammer rischia sanzioni per migliaia di euro, ma il tribunale potrebbe decidere anche di perseguirlo penalmente.

E' la prima volta che un grande provider italiano sceglie la via giudiziaria contro lo spam. Una strada percorsa già da alcuni mesi negli Stati Uniti, dove società come America Online hanno ottenuto pesanti pene per chi ha infastidito i loro clienti. A novembre, in Virginia, uno spammer è stato condannato a nove anni di carcere. Un mese dopo, un giudice distrettuale dell'Iowa ha comminato una multa da un miliardo di dollari.

L'iniziativa di Microsoft ha preso le mosse un anno fa, quando la società ha contattato per la prima volta Walter R., intimandogli di non proseguire nella sua condotta. In quell'occasione, l'uomo firmò un impegno unilaterale a desistere dall'attività di spamming. In caso contrario, avrebbe pagato 1.000 euro per ogni violazione. Nell'autunno scorso, l'uomo ha ripreso quella che Microsoft ritiene un'attività di "mailing di massa". La società ha tentato di ricontattarlo, senza successo. Per questo, è scattata la denuncia.

Secondo l'avvocato Fabrizio Tarocco, che cura il caso per conto dello studio "Tosetto, Weigmann e Associati", Microsoft ha accertato almeno 23 violazioni del contratto. Se il tribunale darà ragione al provider, Walter R. rischia dunque una multa da 23 mila euro. I legali di Microsoft annunciano comunque anche un'azione extracontrattuale, che potrebbe portare ad ulteriori sanzioni amministrative o penali per il presunto spammer. Oltre al contratto con Microsoft, infatti, Walter R. potrebbe aver violato anche la normativa sulla privacy (che vieta di inviare e-mail commerciali camuffando il mittente e senza l'espresso consenso del destinatario) e la legislazione in materia di contratti a distanza e commercio elettronico.


Si tratterà, in ogni caso, di un precedente importante. Non risultano infatti in Italia altre sentenze sull'argomento. Lo scorso giugno, uno spammer era stato condannato a pagare 1.000 euro, ma in quel caso la multa era stata comminata da un giudice di pace. Fonti vicine al caso prevedono tempi relativamente brevi per la sentenza: Walter R., che è irreperibile, sarà verosimilmente giudicato in contumacia. La decisione del tribunale potrebbe giungere entro l'anno.

"Questa azione legale rappresenta un ulteriore passo nel contrastare il fenomeno dello spam e costituisce un riconoscimento del diritto dei consumatori a non ricevere messaggi di posta indesiderati", ha dichiarato in una nota Horacio Gutierrez, responsabile dell'ufficio legale di Microsoft in Europa. E dalla società fanno sapere che quella presentata oggi è la prima denuncia del genere in Italia, ma non sarà l'ultima.

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